La futura presidenza della FIDE nel mondo degli scacchi

13 settembre 2018 | Autore: Daniele Toesca
Kirsan Iljumžinov

Il 29 giugno 2018, Kirsan Iljumžinov ha annunciato che non si ripresenterà per le imminenti elezioni presidenziali della FIDE, previste per il 3 ottobre a Batumi, in Georgia. Iljumžinov era stato eletto a capo della FIDE nel 1995, succedendo a Florencio Basa Campomanes (Manila, 22 febbraio 1927 – Baguio, 3 maggio 2010).
Nel mese di ottobre del 2017, il comitato esecutivo della FIDE aveva votato per impedire a Iljumžinov di candidarsi alle prossime elezioni, perché il presidente, nel 2015, era finito nella lista delle sanzioni USA, con l’accusa di avere “materialmente assistito il governo siriano o agito per conto di esso”. Tuttavia, Iljumžinov trasferì parte delle sue funzioni finanziarie al vice presidente Georgios Makropoulos, sostenendo che, in questo modo, avrebbe potuto continuare ad esercitare il resto delle sue attività, per le quali era stato eletto.
Poco prima delle dimissioni di Iljumžinov, Arkadij Dvorkovich (Mosca, 26 marzo 1972), un funzionario ed economista russo, che è stato vice-primo ministro nel gabinetto di Dmitrij Medvedev (dal 21 maggio 2012 fino al 7 maggio 2018), aveva annunciato all’agenzia di stampa RIA Novisti: “Ho deciso di candidarmi per la carica di presidente della FIDE, dopo essermi consultato con la leadership del Paese, la Federazione russa di scacchi e la comunità internazionale degli scacchi. La ragione di questa decisione, è stata la situazione attuale nel mondo degli scacchi: ovviamente, la FIDE ha bisogno di miglioramenti, ho una certa familiarità con la situazione nel mondo degli scacchi e ho le competenze necessarie per avvantaggiare la federazione e l’intero mondo degli scacchi”.
La passione per gli scacchi di Dvorkovich gli era stata trasmessa dal padre, Vladimir, che era stato un arbitro internazionale di scacchi; Arkadij ha ricoperto anche il ruolo di funzionario della Federazione russa di scacchi, dal 2007 al 2014; oltre ad essere, attualmente, impegnato alla guida del Comitato organizzatore del Campionato del mondo FIFA.
Il 3 luglio, tre mesi prima delle elezioni, scadeva il termine ufficiale per la candidatura alla presidenza della FIDE, coloro che hanno deciso di succedere a Iljumžinov sono: Georgios Makropoulos, Arkadij Dvorkovich e Nigel Short.
In un'intervista a “Sport Express”, Dvorkovich spera nella collaborazione di Iljumžinov: “Penso che sia stato fatto molto negli ultimi anni: il team di Iljumžinov ha fatto un ottimo lavoro nel promuovere il nostro sport in tutto il mondo. Mi aspetto che Kirsan sosterrà la mia candidatura: ha una grande esperienza, che spero di poter fare mia”.
Dvorkovich ha annunciato il suo team, se sarà lui a vincere le elezioni, che tra l’altro comprende tre Grandi Maestri:
- Vicepresidente: GM Bachar Kouatly (Francia), presidente della Federazione Francese.
- Dirigente apicale: Mahir Mamedov (Azerbaijan), organizzatore di vari eventi nella sua terra natale; GM Julio Granda Zuniga (Perù).
- Segretario generale: Enyonam Sewa Fumey (Togo).
- Tesoriere: GM Zhu Chen (Qatar), campionessa del mondo femminile e moglie di Mohammed Al-Modiahki, il primo giocatore in Qatar ad avere ottenuto il titolo di Grande Maestro.
Pochi giorni dopo arriva la dichiarazione di Iljumžinov, che in seguito alla sua decisione di ritirarsi dalle elezioni, ha inoltre sottolineato: “Appoggio la candidatura di Arkadij Dvorkovich alla carica di presidente della FIDE”.
Secondo Short l’entrata in campo di Dvorkovich modificherà le dinamiche in gioco, ma non pensa che gli toglierà dei voti. L’ex pretendente al titolo mondiale di scacchi, ha annunciato sul social network Twitter, alcuni membri del suo team, senza però specificare i loro ruoli nel caso venisse eletto:
- Paul Spiller (Nuova Zelanda), il Presidente della Confederazione degli scacchi in Oceania.
- Ruth Haring (Stati Uniti) ex presidente della USCF e attuale presidente per la zona FIDE 2.1.
- Bessel Kok (Paesi Bassi), già candidato alla presidenza della FIDE, nel 2006.
Infine, ma non per ultimo, Georgios Makropoulos, l’attuale vicepresidente della FIDE, che è stato il principale collaboratore di Iljumžinov, ha presentato la sua squadra:
- Vicepresidente: Malcolm Pein (Inghilterra).
- Dirigenti apicali: Martha Fierro (Ecuador), Chitalu Chilufya (Zambia)
- Segretario generale: Sundar Damal Villivalam (India).
- Tesoriere: Adrian Siegel (Svizzera).
Al momento di scrivere questo articolo, il favorito è proprio Makropoulos, sostenuto da ben 64 federazioni: Algeria, Andorra, Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Bangladesh, Barbados, Bolivia, Canada, Cile, Cipro, Colombia, Congo, Costa Rica, Ecuador, Egitto, El Salvador, Filippine, Gabon, Georgia, Germania, Grecia, Guam, Guatemala, Guernsey, Guyana, Honduras, Hong Kong, India, Isole Comore, Isole Solomone, Isole Vergini Americane, Kosovo, Laos, Lesotho, Liberia, Liechtenstein, Madagascar, Maldive, Malta, Mauritania, Messico, Monaco, Montenegro, Nauru, Nepal, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica di Macedonia, Repubblica Dominicana, Romania, San Marino, Scozia, Senegal, Serbia, Spagna, Suriname, Svizzera, Swaziland, Timor-Leste, Uruguay,
Zambia.
Dvorkovich 13 federazioni nazionali: Azerbaijan, Bielorussia, Francia, Ghana, Iraq, Moldavia, Mongolia, Nicaragua, Qatar, Russia, Sudan, Togo e Tunisia.
Nigel Short da 6 federazioni nazionali: Finlandia, Inghilterra, Nigeria, Nuova Zelanda, Polonia e Stati Uniti.
Ora, scorrendo attentamente i nomi si potrà notare che manchi l’Italia; difatti negli ultimi consigli federali (2002, 2006, 2010, 2014), la FSI si è sempre astenuta oppure ha mantenuto un atteggiamento neutrale, senza esprimere alcuna preferenza. Chissà se questo sarà l’anno buono…
Chiunque sarà il vincitore delle elezioni in ottobre, arriva al termine il regno di Iljumžinov, che per 23 anni (1995-2018), ha guidato il massimo organo mondiale degli scacchi. Una persona particolare, che nel 2001 aveva dichiarato di essere stato rapito dagli alieni e nel 2011, in un’intervista video con Olimpiu G. Urcan, aveva ricordato: “È successo il 17 settembre, a Mosca, nel mio appartamento. Sono stato prelevato dal mio appartamento, e portato in una astronave, e siamo andati in qualche stella. Successivamente ho chiesto: ‘Per favore riportami indietro’, perché il giorno dopo dovrei tornare in Calmicchia, ad Ėlista e andare in Ucraina. Risposero: ‘Nessun problema, Kirsan, hai tempo’. Sono persone come noi. Hanno la stessa mente, la stessa visione. Ho parlato con loro. Capisco che non siamo soli in questo mondo. Non siamo unici. Non sono un pazzo… ma dopo che ho dato la prima intervista a Radio Freedom, in Russia, cinque anni fa, migliaia, non centinaia, migliaia di persone mi hanno scritto lettere e mi hanno chiamato al telefono dicendo: ’Kirsan, tu sei un politico e tu non hai paura di parlarne’. Dagli Stati Uniti ogni anno, è una statistica ufficiale, più di quattromila persone vengono contattate in questo modo. La mia teoria è che gli scacchi provengono dallo spazio. Perché? Perché hanno 64 caselle, bianco e nero e le stesse regole, in Giappone, in Cina, in Qatar, in Mongolia, in Africa. Le regole sono le stesse. Perché? Penso che forse vengano dallo spazio”.
Kirsan era stato anche accusato di essere collegato all’omicidio della giornalista Larisa Alexeyevna Yudina (Ėlista, 22 ottobre 1945 - 8 giugno 1998). Prima della sua morte, Larisa aveva pubblicato articoli che accusavano Iljumžinov, all’epoca Presidente della Calmucchia, di corruzione. Il corpo di Larisa è stato trovato senza vita, accanto a uno stagno, fuori dalla città di Ėlista. Tuttavia, bisogna assolutamente precisare, che non è stata ancora trovata alcuna prova, che lo stesso Kirsan, abbia commissionato quel crimine.
Iljumžinov è noto per aver avuto stretti rapporti di amicizia con vari dittatori: i defunti Saddam Hussein (Tikrit, 28 aprile 1937 – Baghdad, 30 dicembre 2006) e Muammar Gheddafi (Qaṣr Abū Hādī, 7 giugno 1942 – Sirte, 20 ottobre 2011). Con il primo era giunto a un accordo per fare disputare il match Karpov-Kamskij, nel 1996, a Baghdad; ma dopo pesanti critiche, Kirsan era stato costretto a spostare la sede di gioco ad Ėlista. Con il secondo, Gheddafi, aveva organizzato il Campionato del mondo di scacchi del 2004, in Libia, uno dei più controversi che la storia abbia registrato; il vincitore di quell’edizione, fu lo scacchista uzbeko Rustam Kasimdzhanov, vincitore della finale per 4½ a 3½, contro Michael Adams.
Insomma, una presidenza tra luci e ombre, ma per quanto concerne gli scacchi, gli do la piena promozione per il suo operato. Non dimentichiamo che, quando prese le redini della FIDE, Iljumžinov si trovò di fronte una situazione alquanto spiacevole, mi riferisco alla scissione del mondo degli scacchi in due distinte federazioni: la PCA e la FIDE. Se qualcuno ha delle responsabilità, questi sono Kasparov e Short, che nel 1993, avevano creato un caos incredibile, decidendo di disputare quel Campionato del mondo al di fuori dell’egida della FIDE. In seguito, Kasparov si pentì di quella scelta, dicendo che quella decisione fu la peggiore di tutta la sua vita. Certo, il comportamento dell’ex Campione del mondo fu in parte comprensibile: Campomanes nel corso della sua Presidenza gliene aveva fatto più che Bertoldo, ma così andò la storia…
Diamo quindi il giusto il merito a Iljumžinov, pur tra scelte che magari non si condividono, di essere riuscito, tra mille vicissitudini, a riunire sotto un’unica bandiera il mondo degli scacchi. Oggi, grazie al suo operato, abbiamo un sistema di preselezione dei candidati e un match per il Campionato del mondo, organizzato esattamente ogni 2 anni. Vedremo quindi, se i futuri rappresentanti della FIDE, sapranno promuovere gli scacchi meglio o peggio del suo predecessore.

Copyright © 2019 World Chess. Tutti i diritti riservati.

Regolamento | Privacy Policy | Mappa del Sito